
George Condo: quante persone possono vivere dentro un volto?
Occhi che guardano in direzioni diverse, bocche piene di denti, aristocratici deformati, clown, Picasso, antichi maestri e copertine hip-hop. Da oltre quarant’anni George Condo dipinge volti impossibili per raccontare qualcosa di molto reale: una persona può essere felice, violenta, fragile, arrogante e terrorizzata quasi nello stesso momento. Dalla Biennale di Venezia alle collaborazioni con Kanye West e Travis Scott, la sua pittura ha attraversato museo e cultura pop senza scegliere tra i due mondi. Perché forse un volto non serve a mostrarci chi siamo, ma tutte le persone che potremmo essere contemporaneamente.

Yayoi Kusama: scomparire dentro l’infinito
Pois, reti, specchi, zucche e stanze senza fine. Dietro uno dei linguaggi più riconoscibili dell’arte contemporanea, Yayoi Kusama ha costruito per oltre settant’anni una ricerca sulla dissoluzione dell’individuo. Ma cosa accade quando un’arte nata per far scomparire l’io diventa immediatamente riconoscibile da milioni di persone?
In evidenzaDavid Hockney: imparare a guardare il mondo ogni volta da capo
Dalle piscine californiane ai collage fotografici, dai ritratti all’iPad, David Hockney ha attraversato quasi settant’anni di arte senza smettere di cambiare strumenti. Dietro ogni esperimento, però, rimaneva la stessa domanda: come possiamo vedere meglio ciò che abbiamo davanti?
In evidenzaDamien Hirst: l’arte che ha deciso di non farsi ignorare
Uno squalo immerso nella formaldeide, animali sezionati, pillole, farfalle e milioni di sterline passati direttamente dallo studio alla casa d’aste. Damien Hirst ha trasformato morte, bellezza, mercato e spettacolo in parti dello stesso linguaggio. Ma quanto della sua importanza appartiene alle opere e quanto al sistema che ha saputo costruire intorno a esse?
