Per IMAGO al MUST di Lecce, Gil Zablodowsky porta l’astrazione digitale in dialogo con l’architettura, il suono e lo spazio fisico. In questa conversazione con DARTE, l’artista riflette sulla geometria come linguaggio visivo, sulla traduzione delle frequenze acustiche in immagini, sulla tensione tra precisione tecnologica e presenza umana e su ciò che accade quando l’arte digitale abbandona lo schermo per entrare nello spazio reale.